Proponiamo dei cicli di quattro incontri, con l'obiettivo di:
venerdì 15 febbraio 2013
"Perchè mi sento cosi?" laboratori espressivi per bambini e ragazzi
Proponiamo dei cicli di quattro incontri, con l'obiettivo di:
Dare un tempo e uno spazio alla scoperta e alla
espressione di sé, con particolare attenzione alle proprie emozioni.
Dare un tempo e uno spazio alla creatività.
Il percorso vuole essere un momento di divertimento e di socialità
per i bambini e ragazzi in cui dare attenzione alle proprie sensazioni ed emozioni per
imparare cosa sono, cosa farne e come esprimerle in un modo costruttivo.
Come strumenti useremo, ovviamente il dialogo e il confronto, e anche il movimento, la biblioterapia, la creatività, l'espressione artistica. Partendo da un ciclo di quattro incontri, l'idea è qulla di costituire un piccolo gruppo che possa lavorare insieme con costanza e continuità.
Gli incontri avranno una durata di 2 ore, si terranno il sabato mattina o il pomeriggio per i ragazzi più grandi.
Mentre ci occupiamo in terapia o in percorsi di sostegno i genitori, questa è una occasione ottima per i minori di avere uno spazio protetto, creativo, e dinamico dove potersi esprimere e sperimentare.
Sostegno alla Genitorialità
Quando
i genitori sono preoccupati per un comportamento, un atteggiamento, un disturbo
presentato da un figlio, io lavoro con loro. Credo che siano loro a poter
essere i migliori “terapeuti” per il figlio. Tutti i genitori fanno del loro meglio nel crescere i figli, a volte
possono scoprire che il “loro meglio” non è sufficiente o può essere
addirittura dannoso per i figli. E’ importante che in questi momenti si diano
la possibilità di cambiare, di mettersi in discussione, di crescere.
Propongo quindi
un percorso che affronta le difficoltà che i genitori possono incontrare nella
relazione con i figli, dove il fulcro
del lavoro sono loro: come la loro
storia influenza il loro modo di vedere e di stare con i figli, cos’è che non
stanno vedendo di se stessi e dei figli , come possono SCOPRIRE modi nuovi per
stare vicino a se stessi e ai figli, e molto altro ancora. Il presupposto di
questo lavoro è che per prendersi buona cura dei figli, i genitori hanno da
prendersi buona cura di sé.
venerdì 4 gennaio 2013
Gruppo di sostegno alla Genitorialità
Il 29 Gennaio 2013 partirà un gruppo per genitori che conduco insieme alla mia collega ed amica Cristiana Picconi.
Questo è uno spazio che abbiamo pensato seguendo il principio che "Genitori FELICI crescono figli FELICI" e che bisogna "prendersi cura di sè per prendersi cura dei figli" (R. Mastromarino). abbiamo ideato un percorso con l'idea di portare alla consapevolezza risorse e limiti, cosi da poter usare le proprie risorse al meglio per far fronte e gestire i propri limiti, e avere qualche strumento e stimolo in più per farlo!
Gli incontri si terrranno in Zona Anagnina-Ikea, in uno studio privato, hanno cadenza mensile e si svolgono il Martedì dalle ore 18 alle ore 20.
I primi due incontri saranno aperti a tutti, dal terzo incontro non sarà più possibile accedere al gruppo.
Ecco il calendario:
29 Gennaio
26 Febbraio
19 Marzo
16 Aprile
14 Maggio
11 Giugno
Per informazioni su costi, prenotazioni e dubbi mi troverte ai miei contatti
Per informazioni su tutte le nostre attività rivolte alla famiglia seguiteci su facebook!
lunedì 16 aprile 2012
Biblioterapia a scuola
Giovedì 12 Aprile ho tenuto un incontro sull'uso della Biblioterapia nella scuola materna con un gruppo di insegnanti. E' stato un incontro interessante per me e ho pensato di condividerne il senso.La Biblioterapia è “L’uso di materiale di lettura adeguato per aiutare la soluzione di problemi emotivi e promuovere il benessere” (Jackson,2006)
La Biblioterapia Evolutiva è una branca della biblioterapia, ossia l'uso da parte di insegnanti, educatori, bibliotecari di un libro per coadiuvare lo sviluppo armonico, per dare nuove prospettive e nuovi strumenti a bambini "sani", che possono incontrare sfide dello sviluppo o ostacoli alla loro crescita libera.
E' molto importante distinguere la lettura come piacere, svago e divertimento da un intervento di questo tipo che, pur mantenendo un elemento di piacevolezza e attrattiva per i bambini, ha uno scopo "terapeutico" (nel senso di cura) molto preciso e molto chiaro per chi lo propone.
Si rivela fondamentale nel pensare e nello scegliere di fare questo tipo di intervento, avere chiaro qual'è il messaggio che si vuole dare i bambini, quale PERMESSO. La capacità di leggere e osservare le illustrazioni di un testo e riconoscere il punto di svolta, il punto centrale, il messaggio del testo può non essere banale come sembra, ed è fondamentale per organizzare le attività di follow-up e le domande su cui far lavorare i bambini per aiutarli a riconoscere e rinforzare la nuova prospettiva.
La Biblioterapia Evolutiva è una branca della biblioterapia, ossia l'uso da parte di insegnanti, educatori, bibliotecari di un libro per coadiuvare lo sviluppo armonico, per dare nuove prospettive e nuovi strumenti a bambini "sani", che possono incontrare sfide dello sviluppo o ostacoli alla loro crescita libera.
E' molto importante distinguere la lettura come piacere, svago e divertimento da un intervento di questo tipo che, pur mantenendo un elemento di piacevolezza e attrattiva per i bambini, ha uno scopo "terapeutico" (nel senso di cura) molto preciso e molto chiaro per chi lo propone.
Si rivela fondamentale nel pensare e nello scegliere di fare questo tipo di intervento, avere chiaro qual'è il messaggio che si vuole dare i bambini, quale PERMESSO. La capacità di leggere e osservare le illustrazioni di un testo e riconoscere il punto di svolta, il punto centrale, il messaggio del testo può non essere banale come sembra, ed è fondamentale per organizzare le attività di follow-up e le domande su cui far lavorare i bambini per aiutarli a riconoscere e rinforzare la nuova prospettiva.
“La fiaba è il luogo di tutte le ipotesi: essa ci può dare le chiavi per entrare nella realtà attraverso strade nuove, può aiutare il bambino a conoscere il mondo, gli può dare le immagini per criticare il mondo” G. RODARI
mercoledì 30 marzo 2011
Le componenti dell'ansia... da sane a patologiche
1. La componente FISIOLOGICA
Ansia Sana: Prepara e predispone l'organismo all'azione (reazione di paura). Le principali modificazioni fisiologiche sono: • l'aumento della tensione muscolare • la tachicardia • l'iperventilazione • l'aumento della sensibilità dell'organismo agli agenti esterni
Livelli di ansia Patologici:
• siamo costantemente agitati e in allerta, anche in assenza di reali pericoli
• la tensione comporta un eccessivo dispendio di energie per compiti abituali
• la tensione è forte, tale da bloccarci e renderci incapaci di superare situazione di pericolo 2. La componente COGNITIVA
Una serie di processi mentali volti a valutare se stessi e la situazione in cui ci si trova.
Ansia sana: la valutazione è realistica considera in modo razionale sia i limiti che le risorse di sé stessi e della situazione.
Livelli di ansia patologici: i PROCESSI DI VALUTAZIONE sono DISTORTI, sperimentiamo Confusione, dispersione dell’attenzione, o focus attentivo sul Sé preoccupato e insicuro. Possiamo commettere i seguenti errori cognitivi:
Generalizzazione eccessiva: “non ci sono riuscito una volta, non ci riuscirò mai” Catastrofizzazione: “ho dimenticato il nome del mio capo, non mi darà mai l’aumento” Minimizzazione: “mi è andata bene, ma è stata solo fortuna!”
Personalizzazione: “l’istruttore era scostante, devo aver fatto qualcosa di male”
Pensiero tutto o nulla: “se non apparirò del tutto calma, sarà un totale disastro”
Lettura del pensiero: “non mi ha risposto, so che ha pensato che quello che ho detto è stupido”
Profezia negativa: “non mi ha risposto, non gli interesso, cancello il suo numero.
3. La componente COMPORTAMENTALE
Viene attivata con la finalità di reagire alla situazione e ristabilire le condizioni ottimali di benessere. Il rilascio di adrenalina con le sue conseguenze fisiche ci prepara in una situazione vissuta come MINACCIA a:
FUGGIRE
COMBATTERE
IMMOBILIZZARCI
Ansia sana: l’azione risulta adeguata e costruttiva a gestire la situazione.
Livelli di ansia Patologici: Messa in atto di COMPORTAMENTI CHE DANNO L’ILLUSIONE DI UN CONTROLLO (EMOTIVO) MA CHE NON AFFRONTANO IL VERO PROBLEMA:
Evitamento delle situazioni problematiche
Blocco delle azioni costruttive
Rituali di controllo (pensieri ossessivi, azioni compulsive..)
Ansia Sana: Prepara e predispone l'organismo all'azione (reazione di paura). Le principali modificazioni fisiologiche sono: • l'aumento della tensione muscolare • la tachicardia • l'iperventilazione • l'aumento della sensibilità dell'organismo agli agenti esterni
Livelli di ansia Patologici:
• siamo costantemente agitati e in allerta, anche in assenza di reali pericoli
• la tensione comporta un eccessivo dispendio di energie per compiti abituali
• la tensione è forte, tale da bloccarci e renderci incapaci di superare situazione di pericolo 2. La componente COGNITIVA
Una serie di processi mentali volti a valutare se stessi e la situazione in cui ci si trova.
Ansia sana: la valutazione è realistica considera in modo razionale sia i limiti che le risorse di sé stessi e della situazione.
Livelli di ansia patologici: i PROCESSI DI VALUTAZIONE sono DISTORTI, sperimentiamo Confusione, dispersione dell’attenzione, o focus attentivo sul Sé preoccupato e insicuro. Possiamo commettere i seguenti errori cognitivi:
Generalizzazione eccessiva: “non ci sono riuscito una volta, non ci riuscirò mai” Catastrofizzazione: “ho dimenticato il nome del mio capo, non mi darà mai l’aumento” Minimizzazione: “mi è andata bene, ma è stata solo fortuna!”
Personalizzazione: “l’istruttore era scostante, devo aver fatto qualcosa di male”
Pensiero tutto o nulla: “se non apparirò del tutto calma, sarà un totale disastro”
Lettura del pensiero: “non mi ha risposto, so che ha pensato che quello che ho detto è stupido”
Profezia negativa: “non mi ha risposto, non gli interesso, cancello il suo numero.
3. La componente COMPORTAMENTALE
Viene attivata con la finalità di reagire alla situazione e ristabilire le condizioni ottimali di benessere. Il rilascio di adrenalina con le sue conseguenze fisiche ci prepara in una situazione vissuta come MINACCIA a:
FUGGIRE
COMBATTERE
IMMOBILIZZARCI
Ansia sana: l’azione risulta adeguata e costruttiva a gestire la situazione.
Livelli di ansia Patologici: Messa in atto di COMPORTAMENTI CHE DANNO L’ILLUSIONE DI UN CONTROLLO (EMOTIVO) MA CHE NON AFFRONTANO IL VERO PROBLEMA:
Evitamento delle situazioni problematiche
Blocco delle azioni costruttive
Rituali di controllo (pensieri ossessivi, azioni compulsive..)
ANSIA: a cosa serve?

L'ansia è un' emozione naturale e universale; è generata da un meccanismo fisiologico e psicologico di risposta allo stress il quale svolge la funzione di anticipare la percezione di un eventuale pericolo,inteso come minaccia alla nostra sopravvivenza fisica o alla sopravvivenza dell’IO (al senso di chi siamo), prima ancora che quest'ultimo sia chiaramente sopraggiunto, mettendo in moto specifiche risposte fisiologiche che spingono da un lato all'esplorazione per identificare il pericolo ed affrontarlo nella maniera più adeguata e,dall'altro, quando necessario alla sopravvivenza, all' evitamento e alla eventuale fuga. Le funzioni dell’ansia sono quindi:
· ANTICIPARE IL PERICOLO (componente fisiologica): il nostro corpo è in allerta;
· VALUTARE LA SITUAZIONE (componente cognitiva): esploriamo l’ambiente per valutare il pericolo e le nostre possibilità;
· AGIRE NEL MODO PIU’ ADEGUATO (componente comportamentale): Immobilizarsi, fuggire o combattere.
Esiste quindi una condizione connaturata con l'individuo, fatta di attese, di preparazione, di sforzo, che fornisce una risposta a ciò che internamente o esternamente ci sollecita. Paradossalmente questa condizione di tensione è quella che corrisponde all'equilibrio. Non potremmo vivere senza questa situazione squilibrata di equilibrio.
Eppure il più delle volte non ce ne rendiamo conto: ci aspetteremmo che il benessere venga dall'assenza di stimoli, mentre questa condizione ideale corrisponde solo alla "non esistenza" .
L'ansia ha altre funzioni fondamentali oltre a quella sopraccitata: essa ci consente di impegnarci nei compiti che svolgiamo quotidianamente, in particolar modo in quelle attività che non svolgiamo con interesse ma che dobbiamo portare a termine. Studiare per un esame poco interessante, per esempio, diverrebbe pressoché impossibile se non vi fosse una spinta sottostante di ansia da prestazione. Anche svolgere il proprio lavoro quotidianamente con impegno non sarebbe sempre possibile senza la pressione dell'ansia. Allo stesso modo, anche un'azione apparentemente banale come quella di uscire di casa in tempo per prendere l'autobus o il treno fallirebbe miseramente se fosse esente da ansia.
Questi tipi di ansia sono costruttivi, ovvero risultano funzionali alla nostra sopravvivenza. Fungono da intermediario tra il mondo esterno e il nostro mondo psichico interno, rendendoci capaci di far fronte ai problemi della vita e di adoperarci per migliorare il nostro adattamento all'ambiente. Sono dunque fattori di crescita e sviluppo della personalità che forniscono stimoli e motivazione all'accrescimento.
Bisogna quindi effettuare una sostanziale divisione tra ansia fisiologica o normale e ansia patologica.
L'elemento che le distingue è la percezione che noi riceviamo dal cervello e dal corpo, dello stato di attesa, che, nel caso dell’ansia sana, è solo un punto di passaggio, un ponte capace di farci nuovamente reagire, che ci rende pronti ad una sollecitazione che ci stimola.
È ansia patologica invece il sentirci pronti a reagire anche quando non avremmo motivo o bisogno di essere reattivi, quando proviamo una serie di segni fisici o psicologici anche se potremmo sentirci tranquilli e rilassati, quando la tensione ci blocca nell’azione costruttiva e diventiamo incapaci di superare una situazione di pericolo,quando tutto ciò agisce dolorosamente sia su di noi che su quelli che a noi stanno vicini.In tal caso l'ansia si trasforma da risposta del tutto naturale e adattiva a sproporzionata o irrealistica preoccupazione, ed assume una connotazione di un disturbo psichico, perdendo la funzione di elemento di crescita e maturazione, divenendo piuttosto un elemento di disgregazione della personalità.
È così che l'ansia perde la sua funzione adattiva tesa a favorire il rapporto con l'ambiente, provocando al contrario disadattamento e perdita di contatto con l'ambiente stesso.Quando ciò accade la persona tende a sviluppare varie tipologie di comportamento, in genere di tipo patologico, al fine di tenere sotto controllo le forti angosce che la attanagliano continuamente.

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